Mamma is your first Guru
Si dice spesso nello yoga che la madre sia la nostra prima Guru.
Non è una Guru che siede su un piedistallo dispensando verità assolute, è una Guru nel senso più viscerale del termine, colei che, attraverso il suo inconscio, i suoi silenzi e persino i suoi nodi non risolti, ci mette davanti allo specchio più grande della nostra vita.
Mia mamma è andata da poco meno di due mesi e solo ora, in questo vuoto che risuona, comprendo quanto mi abbia insegnato e ancora tanto arriva e arriverà.
L'insegnamento inconscio
Le madri ci insegnano non solo con le parole, ma con ciò che portano dentro: il loro vissuto, i loro conflitti, le loro luci e ombre, diventano il terreno su cui noi costruiamo le nostre radici più antiche.
Spesso il rapporto madre/figli* è il "mezzo abile" più potente che abbiamo per capire chi siamo e dove stiamo andando.
È un rapporto che ci costringe a guardare le nostre ferite e proprio lì, in quel groviglio, risiede la possibilità di una consapevolezza profonda e luce per il cuore.
Dal conflitto alla luce, la mia storia
Non è sempre stato facile.
Durante la mia adolescenza, il nostro rapporto è stato un campo di battaglia, un rapporto conflittuale, fatto di incomprensioni e distanze che sembravano incolmabili.
Anche le madri, dopotutto, sono esseri umani che devono fare i conti con i propri conflitti interiori, e a volte quegli scontri sono il riflesso di battaglie interiori che loro stesse stanno combattendo.
Poi, due anni fa, la prima diagnosi di cancro al seno e lì tutto è cambiato. Volevo starle vicino con il cuore, non per dovere.
La malattia ha agito come un setaccio, con impegno ho lasciato andare il superfluo, orgoglio, frustrazione, aspettativa e rabbia, creando spazio per l'essenziale, l'essenza del rapporto.
Le asana hanno aperto i nostri cuori e rinforzato le nostre radici, la respirazione ha portato consapevolezza nelle emozioni e nei pensieri.
Abbiamo camminato per due anni mano nella mano anche in questa esperienza e in questo tempo ci siamo riappacificate.
Ho cercato con intenzione e tenacia fino a quel giorno, quando finalmente ho potuto ringraziarla senza più ombre nel cuore, prima che partisse per la sua nuova libera esperienza.
Un invito alla consapevolezza
Condivido perché vorrei che questo post arrivasse a chi, oggi, sta vivendo un rapporto difficile. Lavorare sul rapporto con la propria madre mentre c'è ancora tempo è fondamentale.
Non cerchiamo la perfezione, ma quieta consapevolezza.
Ogni conflitto nella vita è un’occasione per capire meglio noi stess*, ogni perdono concesso a Lei è, in realtà, un atto di compassione e gentilezza verso la parte più profonda, intima e splendida di noi stess*.
Non aspettate che sia il dolore a guidarti... qualsiasi cosa stia accadendo ora nella tua vita...
Accenna un sorriso.
Namastè
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